Manfredonia, eccezionale raccolta cannolicchi ‘ferrete’ dopo mareggiata

di Massimiliano Bello

Manfredonia – L’eccezionale mareggiata dei giorni scorsi ha scaricato lungo gli arenili di Siponto quintali di cannolicchi (canalicchie ferrete). Questi molluschi della famiglia delle Solenidi, conosciuti con il nome volgare di cannolicchi, hanno le valve solide, di forma rettangolare. Sono comuni in tutto il mediterraneo, dove vivono infossati nella sabbia o nel fango. Nel nostro Golfo, alcuni esemplari, in età adulta, possono raggiungere la lunghezza di 14-15 cm.

La grande mareggiata di una ventina di giorni fa, con vento dal grecale (groche levande), aveva portato sulla spiaggia solo una infinità di tronchi di alberi, “pelème”, e altri residui della flora del nostro golfo, senza contare le migliaia di bottiglie, sacchetti e contenitori vari di plastica. Quando il maltempo viene dal grecale, dopo la mareggiata, le conchiglie ed altri mitili vengono scaricati lungo gli arenili dopo la foce Candelaro.

La eccezionale mareggiata dei giorni scorsi, che proveniva con venti e mare da levante (sceròcche levànde), come dicono i nostri pescatori, oltre allo spiaggiamento di molti detriti, ha scatenato sul fondo marino “a bbatteture” che ha provocato lo sversamento di una gran quantità di “canalicchie ferréte”, conchiglie e mitili, “ràngeche bbjanghe de rone” (granchi di sabbia – Portunus Holsatus)) e persino canocchie “cechéle” e pesci (cefali), sugli arenili e lungo il bagnasciuga delle spiagge di Siponto.

Sinceramente, siccome frequento, con altri amici collezionisti, da anni la riviera per le mie ricerche sulle conchiglie del Golfo, non vedevo da tempo tante persone impegnate a raccogliere cannolicchi ed altri mitili sulla spiaggia di Siponto. Ho visto gente arrivare sulle spiagge “ai lìte ndèrre a mmarine” con ogni mezzo, e raccogliere cannolicchi e sistemarli in grossi sacchi porta rifiuti solidi urbani, in sacchetti di plastica, in contenitori di plastica e reti. Alcuni sono venuti con “u tre rote” detto anche “u carruzze” (veicolo a motore a tre ruote). Questi occasionali raccoglitori di mitili, dopo aver riempito i sacchetti di immondizia porta rifiuti solidi urbani di cannolicchi, li caricavano sul retro del piccolo mezzo da trasporto.

Gli stessi, poi li hanno venduti in Città a meno di un euro al chilo, al grido: “grascie au popele”, così esclamavano gli improvvisati venditori di cannolicchi sistemati in vari punti della Città.

Oltre ai cannolicchi, la forte mareggiata dei giorni scorsi ha portato a riva una notevole quantità di “cozze bianghe de rone” (famiglia Telline); “cozze ricce” (famiglia Lamellibranchi, dal greco cardium, che significa cuore); “ciuffe de cozzele nerje”, (cozze nere legate con il bisso a erba di mare); “ciuffe de còzzele pelose” (Modiolus Barbatus) (cozze pelose attaccate con il bisso a erba di mare); “ciuffe d’ostreche tonne” (ostriche rotonde tipiche del nostro Golfo); “caperrune ggendile” (color sabbia) e “caperrune acceccute” (scuri) della famiglia dei Murici); “taratòffe ggentile e masculjine” (Microcosmus Sulcatus) – (tartufo o uovo di mare) ed altri tipi di conchiglie.

Va indubbiamente detto, che da sempre, quando le mareggiate, sono forti, sulla spiaggia di Siponto, si depositano ogni sorta di conchiglie, telline, mitili e molluschi. Ma questa volta, eccezionalmente, il nostro mare, che è sempre generoso, nonostante la pesca sconsiderata che anni viene praticata da anni nel Golfo, ha dato la possibilità a molte famiglie di Manfredonia di mangiare a sazietà “a grascie”, queste prelibatezze marine.

I cannolicchi “ferrete”, per chi non è esperto, rispetto ai “canalicchie ggendile” (che si mangiano crudi), sono più grandi e grossi, ma anche più duri. I cannolicchi “ferrete” spiaggiati, hanno bisogno, prima di essere cucinati, di essere spurgati, per eliminare i granelli di sabbia presenti nel corpo del mollusco. I sipontini li usano preparare, dopo averli spurgati e sciacquati perbene, in tanti modi: “spacchete e gratenete au forne”, (con pane raffermo grattugiato, aglio, olio extravergine, prezzemolo e pepe); “fritte” o “’mbanète” (tagliuzzati e fritti con farina), oppure “a ciambòtte” preparati con pochi pomodorini, aglio, olio, prezzemolo e sale quanto basta con pasta (spaghetti o linguine).

Un ultimo consiglio: quando li andate a raccogliere sulla spiaggia e sono ancora pieni di sabbia, metteteli in una rete, e dategli una prima sciacquata in acqua di mare. Poi, per farli spurgare perbene, disponeteli in un contenitore con acqua di mare, per due o tre giorni, cambiando la stessa due o tre volte al dì.

Se non li volete tenere a bagno, e li dovere congelare o cucinare subito: prendete il cannolicchio vivo dalla testa, tirate fino a far sfilare la parte superiore dal corpo. La parte restante, che rimane attaccata alla conchiglia del mitile, è quella che è piena di sabbia, e che va buttata via.

Uagnì, provare, provare per credere. Sono una delizia.

Sempre a proposito di mareggiate, vorrei sapere chi è quello scienziato che ha fatto sistemare quei frangiflutti sul lungomare per Siponto in quella posizione. Un disastro! La scogliera è scomparsa.
Dirò in un prossimo articolo i danni che hanno provocato lungo la costa.

(A cura di Franco Rinaldi – cultore storia e tradizioni di Manfredonia)

Pubblicato il 4 Febbraio 2014